Il gelato nell’antichità

Nella Bibbia, Isacco offre ad Abramo latte di capra misto a neve, inaugurando così uno dei primi “mangia e bevi” della nostra storia.
Anche negli scavi archeologici dell’antica Troia sono state portate alla luce delle fosse che gli studiosi considerano destinate a conservare il ghiaccio e la neve, che pare venissero accumulati in strati ricoperti con foglie e paglia realizzando così delle rudimentali ghiacciaie il cui uso si è protratto, sotto latitudini diverse, fin quasi ai giorni nostri.

Una tradizione storica racconta che re Salomone era un grande consumatore di bevande ghiacciate e che Alessandro Magno, durante le sue campagne in India, pretendesse un continuo rifornimento di neve da consumare mescolata a miele e frutta durante le marce e le battaglie.

Non ci stupisca questo particolare perché gli antichi erano soliti combattere le loro guerre con rituali precisi e tempi lunghi, che consentivano anche le pause per rifocillarsi e riposare.

Altri fanno risalire l’origine del gelato a circa 3.000 anni prima di Cristo e individuandola presso le popolazioni dell’estremo Oriente, in particolare presso i Cinesi.
Dalla Cina poi, attraverso le invasioni mongoliche, il gelato sarebbe approdato in Grecia e in Turchia. Da qui si sarebbe poi propagato agli altri paesi del bacino Mediterraneo.

Molti avranno sicuramente avuto modo di ammirare gli affreschi con i quali gli antichi Egizi usavano decorare le pareti dei sepolcri.
Vi rappresentavano con gran cura di particolari i festini destinati a realizzarsi magicamente nell’oltretomba, prolungando così, anche dopo la morte, i piaceri della tavola. Da queste raffigurazioni, rinvenute nelle tombe della Valle dei re e delle regine o nelle mastabe affioranti dalle sabbie del deserto del Sakkara, vediamo emergere scene della vita quotidiana e delle occasioni conviviali dei faraoni.

Pochi invece sanno che tra le portate più ambite di quei banchetti, particolarmente apprezzato nel torrido calore che emanava il vicino deserto, fin da allora faceva la sua comparsa il dolce freddo sotto forma di primitive granite.
E’ sicuro infatti che l’uso di refrigerare le bevande era già assai noto presso gli antichi egiziani. Ottenevano questo effetto agitando un ventaglio che produceva gelo per evaporazione dentro brocche di argilla.

Cleopatra offrì a Cesare ed Antonio qualcosa di molto simile ad una granita moderna mescolando frutta e ghiaccio.

I Romani che, è noto, amavano le gioie della tavola, producevano le “nivatae potiones”.

Il generale Quinto Fabio Massimo sembra sia stato il primo ad inventare una ricetta per fare il sorbetto.

L’epicureo Quinto Massimo Gorgo afferma che il primo ad introdurre ufficialmente nei banchetti l’uso del gelato fu l’imperatore Nerone, che nell’anno 62 d.C. offrì ai suoi invitati una bevanda consistente in frutta tritata, miele e neve. Si approvvigionavano di neve sia alle pendici del Terminillo, sia dall’Etna e dal Vesuvio.

Il consumo era tanto alto che questo costituì un fiorente commercio fino alla caduta dell’Impero.